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Campagna Testa o Croce

Testa o croceCOMUNICATO STAMPA

Fingiamo stupore per le minacce di censura della nostra campagna associativa da parte dei tre consiglieri regionali della Lega Nord – Marche, De Angelis, Ausili e Andreoli.

Non solo perché le tabelle che abbiamo installato nelle pensiline delle fermate degli autobus della nostra provincia non hanno alcunché di offensivo nei confronti di nessuno, men che meno nei confronti dei medici. Ma anche perché le immagini della nostra campagna associativa circolano ormai da mesi e sono state promosse in numerosi altri comuni e province italiane, senza che nessuna “inquisizione” le contestasse.

Se distinguersi per essere gli unici in Italia a chiedere la rimozione dei nostri manifesti dovrebbe fornire la misura dell’autoritarismo liberticida di certa nostra politica regionale, distinguersi per travisare e al contempo fuorviare i cittadini sul messaggio chiaro che questi manifesti contengono, qualifica perfettamente i singoli individui che ne chiedono la censura.

Bene dunque ribadire qui il senso della nostra campagna, a beneficio di una corretta informazione dei cittadini:

– La nostra campagna ha come unico scopo, quello di sensibilizzare i cittadini tutti sulla scelta consapevole, libera e informata relativa alla propria salute e ai propri diritti. L’invito che facciamo a tutti i cittadini di chiedere al proprio medico se ha maturato convinzioni morali o religiose particolari prima di sceglierlo consapevolmente è un loro diritto. La promozione di tematiche e comportamenti di assoluta rilevanza sociale sono evidenti.

– L’immagine utilizzata nella campagna non offende nessuno. Attira l’attenzione e fotografa pienamente la realtà dei fatti. Che nel nostro paese ci siano medici che preferiscono anteporre le loro personali convinzioni morali e religiose alla salute dei cittadini e al corretto svolgimento del servizio sanitario pubblico, non è una novità. Questo sabotaggio, perdura ormai da 40 anni e la situazione è divenuta drammatica ovunque, nonostante gli eccellenti traguardi raggiunti grazie alla legge 194/78.

– Nessuno contesta o impedisce la libertà di coscienza o le convinzioni personali dei medici. Piuttosto si promuovono le altrettanto libere scelte dei cittadini, i quali hanno pieno diritto di conoscere preventivamente le opinioni del personale medico sanitario, quando queste rischiano di incidere sulla loro salute e sui loro diritti.

– La parte veramente offesa sulla quale vogliamo richiamare l’attenzione con la nostra campagna sono le donne e i loro diritti sanciti dalla legge sulle “Norme per la tutela sociale della maternità e sull’interruzione volontaria della gravidanza”. Non certo i medici obiettori di coscienza che affollano i reparti di ginecologia e i consultori, spesso assunti e addirittura promossi da certa politica clericale, proprio per la loro adesione alla dottrina cattolica. È giunto quindi il momento, anche nella nostra regione, di inquadrare solo personale medico sanitario non obiettore.

– Lo Stato, attraverso il Ministero della Salute per le proprie competenze e responsabilità, viola già ora la legge 194/78. Per la prima volta da 40 anni infatti, nel 2018 non è stata presentata la prevista relazione al Parlamento “sull’attuazione della legge stessa e sui suoi effetti, anche in riferimento al problema della prevenzione” (Art. 16). Mancano i dati relativi al 2017 e dunque il Ministero della Salute e le regioni a trazione clericale italiane che non forniscono i dati nei tempi previsti, agiscono nell’illegalità e nella totale mancanza di rispetto nei confronti dei cittadini. Si sappia! Lo denunciamo con forza qui a questi stessi consiglieri regionali leghisti che sostengono le politiche del governo attualmente in carica. Che adoperino il loro tempo per rientrare nella legalità, anziché per censurare manifesti informativi. Altrimenti che si trovino un altro lavoro.

– Inveire nei confronti della nostra campagna affermando che sia discriminante quando siamo l’unica associazione italiana che basa le proprie azioni per difendere concretamente il principio di Laicità dello Stato è surreale. Perfino ridicolo se si considera che tali offese provengono da soggetti che basano le proprie politiche su ogni forma di discriminazione possibile (religiosa, xenofoba, razziale, omofobica, di genere, ecc, di cui le cronache sono piene). Non siamo più disposti a tollerare simili insulti nei nostri confronti. Le uniche qualità e gli unici aggettivi che possono accostare al nome della nostra associazione: Laici, liberi, democratici e determinati.

Invitiamo ogni cittadino, ogni realtà locale, e ogni associazione interessata a difendere i principi sanciti dalla nostra Costituzione, compresa la libertà di espressione, le libertà individuali e i diritti civili, specie quelli delle donne conquistati in 40 anni di lotte, a condividere o sostenere in qualsiasi modo la nostra campagna “Testa o croce? Non affidarti al caso”. Soprattutto a manifestare attivamente contro la minaccia della sua censura e più in generale contro la deriva liberticida e anti laica, identitaria e fondamentalista che pervade questo paese.

Invitiamo come al solito chiunque, soprattutto i tre consiglieri leghisti, a partecipare all’incontro organizzato per oggi, 12 gennaio alle ore 17 presso i locali dell’associazione culturale “Isola” di Chiaravalle, durante il quale parleremo in modo approfondito della nostra campagna associativa e della piena applicazione della legge 194/78.

Paul Manoni
Coordinatore UAAR Ancona

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